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25/04/2005 |
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attimo |
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 Del 25 aprile, della Resistenza, dell'Italia libera e unita, oggi ho tentato di capire solo una cosa: agli Italiani gliene frega qualcosa? In un impeto di umarellizzazione, con la Nuova Ferrara sottobraccio ho inforcato la bicicletta e sono accorso in Piazza Trento e Trieste, qui a Ferrara, dove si sarebbe tenuta una celebrazione del Sessantesimo. Appoggiato alla balaustra in attesa che riuscissero a far funzionare un microfono, guardavo dapprima il minuto palco carico di autorità e reduci, e poi la folla sparuta che si andava radunando davanti. Più o meno sapevo cosa avrebbero detto il presidente dell'Anpi provinciale e il Sindaco... Sapevo che non avrebbero perso occasione per collegarsi alla Costituzione attualmente violentata in Parlamento e alla blasfema richiesta di parificazione tra partigiani e repubblichini che in questi ultimi anni i destrorsi, gasati dall'essere al governo, tentano di proporre. La cosidetta "attualizzazione" del 25 aprile, direbbe un editorialista forbito, che andrebbe ad intaccare una corretta considerazione della festa della Liberazione. Ma è su questi passaggi che la folla sparuta si spella di più le mani (molte mani vecchie, molti mani di turisti occasionali, poche mani di cittadini, pochissime di giovani) e non nelle commosse rivendicazioni di quei drammatici giorni, e non sui retorici giri di parole riguardo agli alti valori della Patria. E' ovvio che la gente risponda maggiormente ad impulsi contemporanei che non a quelli impolverati del Passato che li riguardano da lontano, ma questo non depone a favore di un eventuale e partecipato coinvolgimento delle genti italiche riguardo al 25 aprile. La gente purtroppo per partecipare ha bisogno di divisioni, di visioni alternative, di spaccature: un'unica visione condivisa dell'evento non scalderebbe gli animi. La Ferrara rossa ha voglia di indignarsi per la Costituzione stravolta e il revisionismo che tentano di far passare il governo ostile, e batte le mani più fragorosamente pensando alla parte avversa, non presente in piazza (e tuttavia come potrebbe esserlo?), indi per cui mi riesce difficile pensare a una festa di tutta l'Italia unita. Non lo siamo, uniti, c'è ancora troppa voglia di arroccarsi su posizioni fasciste e antifasciste (quando ormai il fascismo non esiste più), partigiane e antipartigiane. C'è sete di divisione e di un antagonista comune, da entrambe le parti, per unire un popolo altrimenti disaggregato nella più totale apatia verso gli alti, altissimi (anche perchè così distanti) valori della Patria libera e unita. I politici di oggi, che sono miserevoli, lo sappiamo bene e sappiamo anche di meritarcelo, non perdono occasione per confermare le mie parole. Bondi dice che "La sinistra ha piegato il 25 aprile a un obiettivo politico". Forse è così, forse è una festa di una parte politica del paese, ma Bondi dovrebbe ricordarsi che fu merito di quella parte se ora può permettersi di criticarla. Prendo atto dell'inevitabile divisione. E mi chiedo: cosa resterà del 25 aprile quando anche questa stagione politica, fatta di antiberlusconismo, di revisionismo e di anticomunismo sarà finita (prima o poi finirà...) come la riempiremo questa festa della Liberazione, senza neanche i vecchi reduci a celebrare ricordi vissuti in prima persona? "Viva l'Italia", grida il sindaco, e la piazza si svuota in fretta.
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politica |
commenti (5) |
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ore: 19:14
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24/04/2005 |
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22/04/2005 |
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di
akio |
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: Ieri ad Otto e mezzo Fassino ha detto: "Bei tempi quando c'era la Democrazia Cristiana!"
: Vorrà fare colpo sul nuovo papa
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politica, satira |
commenti (7) |
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ore: 09:27
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17/04/2005 |
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14/04/2005 |
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absinthfreespirit |
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Stamattina su Rai Uno il ministro dell'Istruzione Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti parlava della sua riforma dell'istruzione. Argomentava che "la media dei diplomati italiani è inferiore a quella europea" e che la sua riforma vuole "indurre quanti più giovani possibili a prendere un diploma, per poter trovare lavori migliori" e concludeva dicendo che "non vogliamo spingere i ragazzi a studiare, non vogliamo costringerli, ma aiutarli a diplomarsi". Messa così, non c'è che dire, fa il suo bravo effetto. Ma io penso a Pamela.
Pamela è una mia carissima amica, la conosco da 8 anni. Una bravissima ragazza, simpatica, un po' matta, e con poca voglia di studiare. Sua madre non voleva lasciarla con la terza media, addirittura voleva facesse il liceo classico, ma visto che Pamela non è quello che definiremmo esattamente una cima l'ha "costretta" ad iscriversi all'istituto alberghiero, pensando che lì non c'è tanto bisogno di studiare, essendo una scuola prevalentemente pratica. Il primo anno Pamela ha riportato una pagella che sembrava una schedina del totocalcio. Io so che Pamela pensava di mollare la scuola e mettersi a lavorare, ma alla fine l'anno scolastico successivo era di nuovo lì a sgobbare sui libri. Il problema dell'alberghiero è che, oltre alle materie pratiche, ha anche materie non pratiche. Oltre alla poca voglia di studiare, aveva anche poca memoria, quindi spesso tutto l'aiuto che le davano era inutile; tuttavia dopo sei anni, Pamela ha preso 'sto benedetto diploma alberghiero. Signora Moratti, Pamela aveva voglia di studiare tanto quanto io ho voglia di studiare Matematica. Non pensa che certe persone non sono assolutamente portate per la scuola, e che sia meglio mandarli a lavorare? Ora Pamela ha 22 anni, e questo diploma alberghiero con cui non fa assolutamente niente. Lavora infatti in un autogrill, guadagna 6-700 euro al mese, e ha "perso" sei anni della sua vita. Non parla Inglese, non ricorda il Francese, non sa chi ha vinto la seconda guerra mondiale, e sta bene così. Signora Moratti, la sua riforma sarà anche giusta. Ma credo lei debba rendersi conto che indurre chi non ha voglia di studiare, e nemmeno le capacità, a prendere un diploma, sia tutto sommato inutile.
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politica |
commenti (6) |
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ore: 10:22
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09/04/2005 |
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di
akio |
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Gioire per la vittoria alle elezioni regionali è legittimo. Il trionfalismo è fuori luogo. Da sempre in Italia le elezioni politiche le decidono gli elettori moderati. Da quando c'è il maggioritario le elezioni le ha vinte una volta un polo e una volta l'altro. La maggior parte dei moderati non bada ai contenuti e dice: "E' meglio che gli facciamo fare una volta ciascuno". Berlusconi questo l'ha capito e ha pensato alle sue priorità. C'è da augurarsi che Prodi invece non l'abbia capito e che continui a credere che vincerà per meriti politici.
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politica |
commenti (2) |
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ore: 09:10
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06/04/2005 |
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di
akio |
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: Dopo 9 anni Berlusconi ha partecipato, a sorpresa, ad un confronto televisivo con D'Alema
e Rutelli accettando il contraddittorio
: Silvio I “Il Buono” (“Il Grande” anche volendo non è proprio possibile)
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politica, satira |
commenti (2) |
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ore: 11:03
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05/04/2005 |
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di
absinthfreespirit |
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Dice Berlusconi che "la CdL si trova sconfitta perché mancano i voti della Mussolini e di Rotondi" (e anche dei Radicali, aggiungerei). Ma sarebbe stata una vera vittoria se aggiungendo tre "partitini" avesse vinto? La Mussolini (tanto per fare un esempio), data come forza tra il 4 e il 9%, ha preso un misero 1,8. Inoltre, allargare la coalizione avrebbe significato fare proprio quello che alcuni maggiorenti azzurri e del centrodestra in generale imputavano al centrosinistra: riunire quanti più partiti possibile per vincere.
Secondo me, anche in caso di eventuale vittoria, sarebbe stata comunque una sconfitta: credo che Berlusconi, prima di criticare gli alleati dovrebbe guardare al calo di consensi di Forza Italia: se nel 2000 FI ottenne il 25,4%, alle Europee del 2004 il 21%, e in questi giorni un 16-18%, forse la colpa non è (solo) degli alleati.
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politica |
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ore: 11:18
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theego |
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Serve aggiungere altro? Fede non ha dovuto nemmeno mettere le bandierine tanto è il rosso che da' alla testa. Rockerduck avrebbe mangiato il cappello in queste situazioni, Silvio non ha stile nemmeno in questo e con la coda tra le gambe tace avvilito. D'Alema per molto meno si dimise nel | |