| |
oggi
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
<|Blog-Categories|>
buda&pest cinema mondo blog musica personale politica racconti satira segnalazioni societa sport tecnologie tivvu varie ed eventuali
<|Blog-Members|>
<|/Blog-Info|>
-->
09/04/2005 |
|
|
|
|
|
di
absinthfreespirit |
|
L'anno scorso una mail urgente arrivò nella mia casella di posta elettronica:
"Un volontario ha mangiato per trenta giorni di seguito nei punti di ristorazione McDonald's. Una dieta di pochi giorni a base di Chicken McNuggets, Mc Menu e Milk Shake è pericolosa per la salute. Morgan Spurlock, un newyorkese di 33 anni in buona salute, per un mese ha consumato tutti i suoi pasti da McDonald’s. A forza di cheeseburgers, patatine fritte e frappè al cioccolato, il suo peso ha cominciato a lievitare. Ma la ciccia in più si è rivelata il minore dei suoi problemi. Dopo pochi giorni dall’inizio della Mc-dieta, Spurlock ha cominciato ad avvertire un malessere generale, tanto che una mattina ha vomitato dal finestrino della sua auto. Il medico di base che poco dopo l’ha visitato è rimasto sorpreso nel veder mutate così velocemente le condizioni di salute di un paziente che fino a poco tempo prima era in perfetta forma: il fegato presentava segni di tossicità, il colesterolo superava i livelli massimi, la libido era terribilmente calata e un mal di testa continuo si accompagnava ad un umore depresso."
Ora il documentario (candidato agli Oscar e vincitore del Sundance festival) arriva in Italia anticipando di poche settimane il libro ('Non mangiate questo libro', Fandango Libri editore) e accende il dibattito. Fa male o no mangiare nei fastfood? [*]
Il film si basa sulle interviste di Morgan Spurlock ai maggiori esperti del problema in 20 città americane tra cui Houston, la "città più grassa" d'America. La macchina da presa di Spurlock ferma il proprio obiettivo sui Direttori Generali della Sanità sugli insegnanti di ginnastica, sui cuochi, sui legislatori. I confini dell’indagine si allargano ad oltranza per far luce su un problema che sta diventando “debordante”. [*]
Io non sono pro Mc Donald, però questo documentario parte da un presupposto sbagliato: quale persona frequentatrice di Mc Donald mangia colazione pranzo e cena in un fast food? Quanto tempo ci mette una persona normale, mettiamo che vada al Mc 2 volte la settimana ad ingurgitare quello che Morgan Spurlok ha mangiato in un mese pasteggiando nel fast food 3 volte al giorno? Un ottimo documentario, indubbiamente da vedere, che però, come il Don Ferrante manzoniano, fa ragionamenti giusti partendo da un presupposto sbagliato.
|
|
cinema |
commenti (6) |
|
ore: 10:58
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
27/03/2005 |
|
|
|
|
|
di
absinthfreespirit |
|
Dopo il flop "Crossroads", Britney Spears potrebbe fare nuovi film, di cui uno addirittura con Madonna (nel ruolo di sceneggiatrice). Secondo il (o la?) portavoce della Spears infatti "Britney non vede l'ora di mostrare a tutti le sue reali capacità di attrice e la sua comicità".
|
|
musica, cinema |
commenti (11) |
|
ore: 22:58
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
11/02/2005 |
|
|
|
|
|
di
NeuroniPigroni |
|
Doveva essere una cosa di famiglia.  Mia sorella da piccola non dormì la notte per due settimane perchè nella camera dello zio campeggiava un enorme poster di Shwarzy versione Terminator, con tanto di occhio rosso fuoco. Infatti, la prima volta che io da bimbetto vidi Aliens Scontro Finale (a proposito, finale 'sta meggia) per diversi giorni ebbi paura che un mostro nero con lingua dentata salisse dal water mentre facevo i bisogni e mi mangiasse. Per non parlare di Predator, che invisibile poteva scendere da un albero del parco urbano per collezionare il mio teschio. E va aggiunto che non erano film con l'obiettivo di impaurire, figuriamoci vedere un "horror" quali angosce avrebbe potuto innescare. Invece, al giorno d'oggi, mi sono reso conto che quest'ultimo tipo di film non mi spaventa per niente, anzi la maggior parte delle volte mi fa ridacchiare. Penso sia colpa del modo incosciente di vedere le scene come un insieme di effetti speciali, inquadrature ad hoc e attori che stanno guadagnando la pagnotta recitando. Al cinema, quando molta gente sobbalza dallo spavento, io manco muovo un ciglio. Eppure ci sono due film che nell'ultimo periodo mi hanno veramente colpito, il primo subito dopo la visione e il secondo a distanza di qualche giorno. Il primo è Cabin Fever: quasi tutto il tempo è un tripudio di scene voltastomaco, mentre il finale (per chi con attenzione lo coglie) mette in discussione la trama stessa del film. Il secondo è Session 9, consigliato da un'amica perchè sconosciuto a me e ai più: non lo definirei un horror vero e proprio, ma l'ambientazione e l'ottima prova degli attori sono un capolavoro; quando ho finito di vederlo ho detto "tutto qui?" ma dopo un paio di giorni, ripensandoci, ho capito molte sfumature e il messaggio trasmesso dal regista (se mai ci fosse). Inizialmente volevo scrivere questo post per raccontarvi le impressioni su questi due film, ma magari a qualcuno sarà venuta voglia di vederli e non vorrei certo rovinare tutto! Buona visione!
|
|
cinema |
commenti (2) |
|
ore: 20:04
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
09/02/2005 |
|
|
|
|
|
di
fboss |
|
 Penso che la cosiddetta pirateria abbia assunto ormai considerevoli dimensioni anche nel settore cinematografico. Su questo blog è stata fatta un analisi dei 30 film candidati agli Oscar 2005 nelle varie voci e categorie (sono stati esclusi i documentari e i film in lingua straniera). Di questi trenta, ben venticinque girano tranquillamente in rete con tanto di link sui dati delle copie in circolazione, ovvero i famosi file .nfo sempre più particolari e accurati. Addirittura due i film la cui release date ufficiale è stata successiva a quella su internet ("Hotel Rwanda" e "The Sea Inside"), pazzesco!. Ora io non so se per il settore cinema possano valere le stesse considerazioni di quello musicale (definite spesso drammatiche dagli addetti al settore) in merito al download, nel senso che se io mi scarico un album musicale a 320 di bitrate, beh me lo godo già abbastanza bene e non è il caso di comprarmene una copia per apprezzarlo meglio. Nel caso dei film penso sia leggermente diverso, perchè il fascino e la qualità della visione in sala sarà superiore alla pur buona resa di un impianto casalingo e un supporto divx. Poi magari fra qualche anno chi lo sa... E' indubbio però che il p2p dei film causa comunque dei danni al mercato sia cinematografico e ancor più nell'home video. Cito a caso due divx: "Ocean's 12" e "Garden State". Se non li avessi scaricati sarei andato a vederli tutti e due al cinema; avendoli visti ho tirato le somme e garantisco che "Garden State" lo andrò a vedere in sala, anche se per me sarà una seconda visione, per godermelo meglio. Il succo dei miei 2 cents sulla questione è che il mondo del cinema sta incominciando ad avere i primi danni, qualche anno dopo l'industria musicale, ma ritengo che saranno di minore entità.
|
|
musica, cinema |
commenti (7) |
|
ore: 11:25
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
03/02/2005 |
|
|
|
|
|
di
fboss |
|
Sul sito del Guardian la classifica dei 20 migliori video musicali di tutti i tempi. La prima cosa è storcere il naso per il modo in cui la classifica è stata stilata. Il panel giudicante è stato di 31 tra musicisti e addetti ai lavori, e il numero mi sembra comunque molto basso e poco indicativo. Inoltre nello scorrere la classifica, penso che siano stati inseriti anche alcuni video più a commemorare canzone e/o cantante che video stesso. Ben più completa anche se meno recente la classifica dei 100 migliori video di Slant Magazine, che a differenza della precedente pone l'attenzione anche e soprattutto sul regista in questione, annoverando sei presenze per David Fincher e Spike Jonze, cinque per Michael Gondry e Mark Romanek. Esagerata la presenza di Madonna con undici video, anche se effettivamente va detto che ha sempre potuto avvalersi dei registi migliori. Anche qui, e ben più grave vista la quantità, alcune defezioni illustri, su tutte "Just" dei Radiohead e "Sabotage" dei Beastie Boys, presenti nella classifica precedente.
In ogni caso la mia personale top 5 è questa:
1) Just - Radiohead - Jamie Thraves 2) Sabotage - Beaste Boys - Spike Jonze 3) Buddy Holly - Weezer - Spike Jonze 4) Rabbit in your headlight - Unkle - Jonathan Glazer 5) Bitter Sweet Symphony - The Verve - Walter Stern
Scorrendo la classifica dei migliori cento posso anche dire quali sono i videomakers che preferisco: Jonze, Gondry e Akerlund. Tutti e tre guarda caso al cinema sono usciti con film particolari, conferma del fatto che i video sono per creativi, per registi fuori dagli schemi, e che da ottimi video possono uscire ottimi registi.
Ringrazio inkiostro per lo spunto.
|
|
musica, cinema |
commenti (10) |
|
ore: 08:59
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
30/01/2005 |
|
|
|
|
|
di
attimo |
|
Ho visto tre film con Leonardo Di Caprio. Romeo + Juliet, Prova a Prendermi e l'ultimo, ieri sera, l'infinito The Aviator. (NO, non ho mai visto Titanic). Nel primo l'avevo trovato insopportabile, nel secondo simpatico e affabile. Nell'ultimo mi è risultato indifferente, ma non è questo il punto: ho notato un filo di connessione tra i tre diversissimi personaggi dei rispettivi film. Sono tutti "personaggi", per l'appunto, molto marcati, nient'affatto banali, innervati e percorsi da fremiti e passioni. Personaggi difficili e allo stesso tempo "facili" da caratterizzare per un attore. Sono passionali e nevrotici, per cui Di Caprio si è servito di due maschere: quella dell'invasato ed entusiasta, che contagia e si autocontagia dei suo fremiti, e la parte oscura delle forti personalità, il lato nevrotico, che porta a ingrugnire il viso e corrucciare la fronte, ed ecco che la crisi nervosa è lì, inscenata e servita. Un pò come cucinare lasagne e carbonara, piatti noti e quasi scontati, perchè sai che saranno buoni e, se ben cucinati, ottimi. Piatti che presentano già nella loro natura, il talento. Ma io vorrei vedere un cuoco cimentarsi in un semolino, in un piatto banale e monotono, e vedere se riesce a tirarne fuori una prelibatezza. Mi viene così in mente uno dei miei attori preferiti, Jim Carrey, buffone di corte che ha saputo essere grande anche in ruoli drammatici ma non solo. Ha saputo creare espressioni credibili e allo stesso tempo pregnanti anche in personaggi mogi, privi di mordente e assolutamente "umani" come in questo capolavoro e pure nella mite espressione di un ignaro Truman Burbank. Vorrei vedere Di Caprio interpretare ruoli e situazioni piatte e senza nerbo, situazioni normali e non le solite storie di eroe, prima di definirlo un grande attore. Che poi non mi interessava tanto sapere se Di Caprio è da Oscar o meno, quanto esaltare Jim Carrey, che non è mai abbastanza, e chiedermi se le grandi tragedie e le grandi passione bastino per decretare e mettere alla prova la bravura di un attore.
|
|
cinema |
commenti (5) |
|
ore: 13:19
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
|
|