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(La Repubblica)

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al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti
sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
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31/12/2004
   
Capodanno viene ogni anno..PURTROPPO! 

di absinthfreespirit

(*) E’ un dilemma che comincia a rodere come un tarlo ad iniziare dai primi giorni di Dicembre: Cosa fare per Capodanno? E in questo periodo nessuno ti chiede come stai, ma ti chiede solo come pensi di passarlo, quale cosa fantastica ti sei inventato per quella notte, mettiamo anche questo nei misteri irrisolvibili della vita ma pare che bisogna per forza divertirsi, no ma che dico, bisogna stra-divertirsi, ma qui una domanda sorge spontanea: “ Esiste qualcuno che veramente si diverte a Capodanno? Se qualcuno risponde si….voglio sapere chi èèèèèè, il nome voglio sapereeeee, voglio sapere dove vive e soprattutto….devo fargli una statua come eroe del Capodanno.
Inevitabilmente ogni anno, si decide di impegnare l’oro della nonna al Monte di Pietà, di ipotecare la casa, e con il ricavato si prenota in un locale per il mega-super veglionissimo di Capodanno, prezzi medi 80 euri pro capite, in vecchie lire 150.000, si perché bisogna assolutamente divertirsi. Si acquistano quegli abiti da sera, che manco le ballerine di avanspettacolo avrebbero mai il coraggio di mettersi, con pajettes, lustrini, piume d’oca e non deve mancare il perizoma rosso, che inevitabilmente ci renderà la serata allucinante!



personale, satira |   commenti (4) | | ore: 16:41torna su

 

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The last good day of the year 

di theego

Si presentò di colpo davanti a lui, era vestito di velluto blu, con risvolti dorati, e indossava un paio di occhiali dalla montatura spessa. Lo scrutava dall'alto in basso con aria saccente ed emanava un puzzo niente male dalla bocca, troppo spesso aperta per redarguirlo, nascosta nella folta barba bianca.
- La devi smettere Eugenio! - lo ammonì - ogni anno la stessa storia. Arriva fine dicembre e per forza devi scrivere il tuo discorso pieno di bei propositi dove ricordi i fatti avvenuti in dodici mesi, tiri le somme e prendi un attimo le misure per l'anno che viene. Basta! Serve forse a qualcosa?
- No, a niente. Ogni anno poi fa di testa sua. - ammise Eugenio a capo chino.
- Lo sai come vanno le cose. Inutile fare bilanci e previsioni, il gioco è bello perchè imprevedibile. E' stato meglio l'anno scorso che eri in montagna e non hai potuto farlo come tuo solito. Ci sono ancora lettori di Ciccsoft che mi ringraziano per averti fatto desistere dall'inviarlo via posta prioritaria a tua sorella a casa, affinché lo postasse. Ora dimmi, cialtrone che non sei altro: sei pronto per stasera?
- Per niente. Più passa il tempo e più il Natale è soltanto una ricorrenza "festosa" per scambiarsi gli auguri e niente di più. Il Capodanno invece una sera come un'altra dove ogni anno che nasce non è che un "continuum" con quello precedente. Festeggiamo pure, ma se anche non si fa niente ci resto male più per l'idea che per la sostanza.
- Sei parecchio deprimente, sai? Sembri mia suocera. Certo, è stato un anno faticoso, è vero... Ne ho viste di tutti i colori io, come ogni anno, ma sono duramente provato nello spirito. Sai, questa guerra incessante, ogni giorno, ogni giorno... Che palle. Bombe, morti, sangue e dolore. Un Papa moribondo che parla di pace e amore, ma dove cazzo li vede lo sa solo lui. Un presidente americano avido di potere, uno italiano troppo preso dal voler fare bella figura. Cosa sono quei capelli che ricrescono ora? Santo cielo. E dall'altra parte cosa combinano? Non si mettono nemmeno d'accordo sull'abc. Ma chi dovrebbe votarli? E poi certe cose, nel segreto di quattro mura qua e là, che fanno accapponare la pelle. Fuori sono sorrisi e strette di mano, dentro volano parole grosse e traffici che fanno schifo solo a pensarci. Lascia stare. Io da domani sono in pensione, mi spiace ma sono affari che non mi competono. Già so che oggi sentirò ancora i soliti discorsi "speriamo che l'anno prossimo...", "auguriamoci che sia meglio...". Ma cosa vuoi sperare? Eugenio, ascoltami, ti sembravo un anno malvagio quando ho cominciato a gennaio?

racconti, personale |   commenti (2) | | ore: 02:37torna su

 

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Good Year Inc. 

di dr.Strangeblog

Per un anno che se ne va eccone un altro che sta arrivando (generalmente è così se escludiamo il 1636, cui seguì un ulteriore 1636, per motivi che rimangono tutt'ora oscuri e che farebbero propendere per un clamoroso errore di battitura di Dio, impegnato nella stesura di questo mediocre romanzo).

Quello che si va ad inaugurare sarà un anno ricco di appuntamenti importanti a livello sia locale che globale, qui di seguito ho elencato i principali:

GENNAIO, 30: elezioni in Iraq. Finalmente gli iracheni potranno scegliere quale forza di governo avrà l'onore di siglare gli accordi commerciali con le corporation che si spartiranno il paese. L'astio verso gli americani resta a livelli talmente elevati che, secondo un sondaggio dell'Istituto Gallup, se fossero presenti sulla scheda, gli iracheni voterebbero in massa i talebani. Solo per dispetto.

FEBBRAIO, 9: capodanno cinese. Come il nostro solo che, invece di stappare bottiglie, molti cinesi tapperanno suole di nuovissime scarpe Nike. Trattandosi di una festa quelle ore non verranno retribuite.

satira |   commenti (2) | | ore: 01:27torna su

 

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L'ottimismo è il profumo della vita 

di IRI

- A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
- Io? Non saprei.
- Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
- No, in verità, illustrissimo.

Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggero, di Giacomo Leopardi

[ah, comunque, se proprio me lo chiedi, per me vorrei che assomigliasse al 2002]




varie ed eventuali |   commenti (2) | | ore: 01:00torna su

 

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30/12/2004
   
In Asia per un piatto di lenticchie 

di broiolo

Sì sì, è tutto un “magna magna”. Compreso il nostro.
Vengo al punto: magnamo meno e mandiamo lenticchie, zampone e quant’altro nel Sud Est Asiatico. Magari sotto forma di euro alle associazioni elencate qui sotto.
Nel punto mi permetto di segnalare particolarmente quelle (che so, anche via Macchianera) già direttamente impegnate in questo momento:
Unicef; Islamic Relief; Cidi; Croce Rossa; Save the Children; Caritas; Medici senza Frontiere; Emergency
Cheppoi se uno da un’occhiatina al resto del mondo, la restituzione (niet donazione) è sempre un’attenzione minuscola, ma è già qualcosa per noi che, sculando, siamo nati “nell’atollo giusto”.


segnalazioni |   commenti | | ore: 22:33torna su

 

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CICR 

di absinthfreespirit

GINEVRA - Il comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha aperto oggi un sito internet per consentire alle famiglie di avere notizie di congiunti e amici che si trovano nelle zone colpite dal maremoto di domenica. Lo ha annunciato l'organizzazione umanitaria.
Il sito, il cui indirizzo è www.familylinks.icrc.org permette parallelamente ai sopravvissuti di registrarsi per dare notizie ai loro cari a casa. Questi ultimi si possono collegare per cercare un nome, precisa in un comunicato la Croce Rossa.

Donazioni post emergenza maremoto [box a destra]

E' possibile donare anche via telefono/sms nei seguenti modi:
Via Telefono: Chiamando il numero 412 di Telecom Italia e selezionando il tasto 5, i clienti di rete fissa Telecom Italia verranno accolti da un risponditore automatico che proporrà loro di devolvere alla Croce Rossa Italiana (selezionando il tasto apposito) 2 euro IVA inclusa.
Via SMS: Basta un sms al numero unico 48580 per donare 1 euro ai Paesi colpiti dal maremoto. Il Tg1 e gli operatori mobili Tim, Vodafone, Wind e 3 insieme per soccorrere le popolazioni asiatiche.






segnalazioni |   commenti (1) | | ore: 16:12torna su

 

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29/12/2004
   
Portrait of a Motherfucker 

di darkripper

Sono sinceramente dispiaciuto del fatto che non ci siano stati morti e/o dispersi tra i VIPs italiani che puttaneggiavano in giro per l'Asia. Sono abbastanza cosciente del fatto che questo mi rende un mostro, o almeno mi rende socialmente riconosciuto come tale.
Pensateci.
Il corpo di Gigi D'alessio.
Trascinato dalle acque, spazzato via.
Un corpo, appunto. Strappato di quello che divide il corpo dall'essere umano. Proprio come gli altri, le decine di migliaia di altri corpi comuni, non-famosi e assolutamente condannati a prescindere. Il corpo che poi é uguale agli altri (perché nonostante tutto i corpi - quelli si - sono assolutamente uguali tra loro) viene posato tra gli altri, nelle fosse comuni che gli europei vedono con il fumo negli occhi e che sono necessità immediata, estremo tentativo di non farsi tritare da epidemie d'ogni genere.

Mi piace pensare che c'é un omone da qualche parte con la maschera da dio egizio che pesa le anime della gente e scambia vip per poveri cristi. E che tipo la morte di Pippo Inzaghi poteva voler dire chennesò, un mille morti in meno tra la popolazione locale. Tutto questo é assolutamente assurdo, lo so. Magari é una reazione anche disgustosa, il fatto é che io sono abbastanza disgustoso, e voglio reagire con un minimo di mostruosità alla cappa di idiozia che ci sovrasta e che respiriamo ogni giorno con stoica sopportazione.

personale |   commenti (19) | | ore: 16:15torna su

 

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E' tutto intorno a TRE 

di theego

Dev'esserci una strana perversione nell'italiano medio che lo spinge a comprare telefoni cellulari con le funzioni più disparate. Sono normalmente quegli apparecchi dalle proporzioni bibliche di cui fanno sfoggio in molti senza quasi saper usare altre funzioni che le chiamate e i messaggini di testo. Messaggi, badate bene, che nei nuovi modelli sono talmente nascosti tra mille altre funzioni da essere pressochè complicatissimi da usare. Sto parlando ovviamente dell'agognato videotelefonino umts, fiore all'occhiello dell'azienda Tre dapprima, ed oggi di tutte e quattro le compagnie telefoniche. L'oggetto trash-cult che fa impazzire grandi e piccini. Tutto in tasca, se riuscite a farcelo stare. Permettetemi però di rompere un po' le scatole sulla questione, vedrò di essere breve.

1. Con la scusa del cambio di tecnologia e delle nuove funzioni aggiunte, di cui NON si sentiva francamente l'esigenza, il costo dei suddetti apparecchi è a dir poco salito in maniera vertiginosa. Per portarsi a casa una mattonella che un paio di anni fa avremmo guardato ridacchiando per le dimensioni enormi, servono come minimo 300 euro, salvo promozioni incastro da 99 euro, per poi rendersi conto che la svalutazione del modello sarà più rapida di quella di una macchina o di un computer.
2. Avete accettato di cambiare il vostro e semplicissimo Nokia per uno splendido Nec che fa addirittura i video. Sono brevi e bruttini ma vuoi mettere far vedere agli amici il tuo cane che fa le capriole? O il tuo gatto che piscia sul presepe? Sei decisamente più figo. Ora il punto è: abbiamo davvero la necessità di tutte queste funzioni, che giustifichino la spesa e il dover girare con un marsupio per contenere l'Affare? Davvero era indispensabile guardarci in faccia mentre ci parliamo? Non sappiamo più che faccia hanno i nostri amici che dobbiamo giocoforza guardare i loro brufoli su un display supervga?
3. Parliamoci chiaro. Avete inventato il telefono e va bene. Poi ci avete dato la possibilità di mandare testi scritti, ed è cosa buona e giusta. Adesso francamente, state forzando un po' la mano. Di vedere la televisione (!) sul display, di rivedermi i gol, di sapere le ultime news dal GF o dall'Isola dei Famosi, pagando una fortuna, davvero non so che farmene. Provo a sforzarmi ma nemmeno nella paranoia più totale mi prenderebbe la voglia di accendere il cellulare e dire: oh, adesso mi sputtano 3 o 4 euro per vedere un servizio del Tg5 di Rossella sul display. Chissà dove sarà oggi, la Lecciso?
4. Suvvia ammettelo. Dopo aver preso il Gingillo prima o poi vi verrà in mente. "Ed ora devo avvisare tutti che ho cambiato numero? Che palle". Qui vi vengono incontro gli amici che vi sbloccano il telefono. Per una manciata di deca il vostro telefono supporterà ancora il vecchio numero tim o wind e voi sarete a posto, senza usare quelle stupide sim marchiate 3 che non ha nessuno. Il fenomeno sembra essere in aumento vertiginoso tant'è che gli stessi negozi, sottobanco, indirizzano il cliente dagli sbloccatori della zona. In un'ottica del frega tu che frego anch'io, del tutto legale peraltro, l'economia del boom videotelefonico si ritorcerà presto su sé stessa. Di qui ad un annetto la percentuale di nuovi abbonati Tre che in realtà sta utilizzando sim di un altro gestore sarà altissima. L'azienda sarà costretta ad aumentare i costi del telefonino offerto, oppure a dismettere la rete lentamente, riducendo dapprima i servizi, chissà...

E voi, videochiamanti della prima ora, paranoiati del PuzzleBubble sul cellulare, tecnocitofonanti di sto paio di balle, vi ritroverete ad avere di meno, spendendo di più. - Un piatto di pasta e una bottiglietta d'acqua per favore. Ah, e un Nokia 3310. Grazie quant'è?

tecnologie |   commenti (11) | | ore: 02:17torna su