| |
oggi
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
<|Blog-Categories|>
buda&pest cinema mondo blog musica personale politica racconti satira segnalazioni societa sport tecnologie tivvu varie ed eventuali
<|Blog-Members|>
<|/Blog-Info|>
-->
26/04/2005 |
<|/Post|>
-->
25/04/2005 |
|
|
|
|
|
di
attimo |
|
 Del 25 aprile, della Resistenza, dell'Italia libera e unita, oggi ho tentato di capire solo una cosa: agli Italiani gliene frega qualcosa? In un impeto di umarellizzazione, con la Nuova Ferrara sottobraccio ho inforcato la bicicletta e sono accorso in Piazza Trento e Trieste, qui a Ferrara, dove si sarebbe tenuta una celebrazione del Sessantesimo. Appoggiato alla balaustra in attesa che riuscissero a far funzionare un microfono, guardavo dapprima il minuto palco carico di autorità e reduci, e poi la folla sparuta che si andava radunando davanti. Più o meno sapevo cosa avrebbero detto il presidente dell'Anpi provinciale e il Sindaco... Sapevo che non avrebbero perso occasione per collegarsi alla Costituzione attualmente violentata in Parlamento e alla blasfema richiesta di parificazione tra partigiani e repubblichini che in questi ultimi anni i destrorsi, gasati dall'essere al governo, tentano di proporre. La cosidetta "attualizzazione" del 25 aprile, direbbe un editorialista forbito, che andrebbe ad intaccare una corretta considerazione della festa della Liberazione. Ma è su questi passaggi che la folla sparuta si spella di più le mani (molte mani vecchie, molti mani di turisti occasionali, poche mani di cittadini, pochissime di giovani) e non nelle commosse rivendicazioni di quei drammatici giorni, e non sui retorici giri di parole riguardo agli alti valori della Patria. E' ovvio che la gente risponda maggiormente ad impulsi contemporanei che non a quelli impolverati del Passato che li riguardano da lontano, ma questo non depone a favore di un eventuale e partecipato coinvolgimento delle genti italiche riguardo al 25 aprile. La gente purtroppo per partecipare ha bisogno di divisioni, di visioni alternative, di spaccature: un'unica visione condivisa dell'evento non scalderebbe gli animi. La Ferrara rossa ha voglia di indignarsi per la Costituzione stravolta e il revisionismo che tentano di far passare il governo ostile, e batte le mani più fragorosamente pensando alla parte avversa, non presente in piazza (e tuttavia come potrebbe esserlo?), indi per cui mi riesce difficile pensare a una festa di tutta l'Italia unita. Non lo siamo, uniti, c'è ancora troppa voglia di arroccarsi su posizioni fasciste e antifasciste (quando ormai il fascismo non esiste più), partigiane e antipartigiane. C'è sete di divisione e di un antagonista comune, da entrambe le parti, per unire un popolo altrimenti disaggregato nella più totale apatia verso gli alti, altissimi (anche perchè così distanti) valori della Patria libera e unita. I politici di oggi, che sono miserevoli, lo sappiamo bene e sappiamo anche di meritarcelo, non perdono occasione per confermare le mie parole. Bondi dice che "La sinistra ha piegato il 25 aprile a un obiettivo politico". Forse è così, forse è una festa di una parte politica del paese, ma Bondi dovrebbe ricordarsi che fu merito di quella parte se ora può permettersi di criticarla. Prendo atto dell'inevitabile divisione. E mi chiedo: cosa resterà del 25 aprile quando anche questa stagione politica, fatta di antiberlusconismo, di revisionismo e di anticomunismo sarà finita (prima o poi finirà...) come la riempiremo questa festa della Liberazione, senza neanche i vecchi reduci a celebrare ricordi vissuti in prima persona? "Viva l'Italia", grida il sindaco, e la piazza si svuota in fretta.
|
|
politica |
commenti (5) |
|
ore: 19:14
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
<|/Post|>
-->
<|/Post|>
-->
24/04/2005 |
<|/Post|>
-->
23/04/2005 |
<|/Post|>
-->
22/04/2005 |
|
|
|
|
|
di
akio |
|
: Ieri ad Otto e mezzo Fassino ha detto: "Bei tempi quando c'era la Democrazia Cristiana!"
: Vorrà fare colpo sul nuovo papa
|
|
politica, satira |
commenti (7) |
|
ore: 09:27
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
21/04/2005 |
|
|
|
|
|
di
theego |
|
 Fossi in voi valuterei l'idea di smetterla di entrare qui dentro utilizzando l'indirizzo http://ciccsoft.splinder.com per tuffarvi nell'unico e definitivo www.ciccsoft.com No, lo dicevo per voi, casomai doveste rimanere gabbati la prossima settimana. Giganteschi cataclismi e mirabolanti fuochi d'artificio in vista. Ma prima, 3 giorni di vacanza in Croazia lontano da tutto l'ambaradan. Statemi bene. ;-)
|
|
varie ed eventuali |
commenti (15) |
|
ore: 20:02
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
|
|
|
|
|
di
absinthfreespirit |
|
La Comunità Europea sta decidendo se imporre che sui prodotti importati da Paesi extra-CE sia presente l'indicazione della provenienza. Chi si augura che questo avvenga, e avvenga presto, può compilare il questionario proposto dalla CE sul suo sito.
Io fossi in voi lo farei. Sapevate che il prosciutto di Norcia può anche non essere prodotto a Norcia? Basta che per tre mesi della sua stagionatura abbia "respirato" l'aria di Norcia, poi che venga dalla Norvegia, dalla Cina, o da chissà dove, sempre "Prosciutto di Norcia" è.
|
|
segnalazioni |
commenti (13) |
|
ore: 11:27
|» torna su |
|
|
<|/Post|>
-->
20/04/2005 |
|
|
|
|
|
di
theego |
|
Potevo risparmiarvelo? Ennò! Perchè lo so che dopo quello che ho detto riguardo la morte di Giovanni Paolo II volete sapere cosa ne penso dell'elezione di Ratzinger. Oppure anche no. Facciamo che se me lo chiedete privatamente magari vi rispondo anche più in dettaglio mentre qui mi limiterò ad esprimere il mio rammarico con "poche" righe. Astenersi perditempo, leggetevi altri post senza timore di perdervi nulla di utile in ciò che segue. E non venitemi a dire che sono tutti contenti per questa nomina. Leggete le reazioni a caldo in piazza San Pietro ieri pomeriggio o fatevi un giro di opinioni tra i vostri amici e conoscenti.
Tutto è andato secondo copione. Nessuna sorpresa, nessuna novità, quasi un passaggio indolore all'interno della gerarchia ecclesiastica. Ratzinger favorito, entra papa in conclave e ne esce papa, alla faccia dei giornalisti che spettegolano dopo le fumate nere e dei broker che ci hanno guadagnato non poco. Sono rammaricato, dicevo qui sopra, per la scelta così scontata, quasi "banale" di una figura ormai arcinota all'interno della Chiesa. Una figura di altissimo rigore e profonda fede ma che non ha mai avuto niente a che vedere con il popolo cristiano: troppo schivo, troppo riservato e altezzoso nei modi, quasi l'opposto di quel Grande Papa con cui condivideva però la visione della cristianità nel terzo millennio. Un Papa che era sceso tra la gente, che aveva girato mezzo mondo e incontrato capi di stato, attentatori, dittatori e leader spirituali di ogni dove. Un Papa aperto all'ecumenismo a dispetto del neo pontefice Benedetto XVI così chiuso nella sua battaglia contro il relativismo dilagante.
Non interessa ora stare a fare dietrologie sulla vita di Ratzinger, scoprire che era iscritto alla gioventù hitleriana, o altre amenità ben nascoste in un armadio e prontamente spolverate dal giornalista cercascoop di turno. Ci basti il nome scelto, preso a scatola chiusa, non conoscendo affatto l'operato che magari da domani si rivelerà essere efficacissimo.
Ci troviamo con un Papa dall'aspetto austero, quasi ottocentesco nei modi, aristocratico e simboleggiante il potere ecclesiastico nelle sue più buie sfaccettature. Un Papa che parla come Schumi, e già questo suona un po' kattivo alle nostre orecchie: in queste poche ore l'abbiamo bollato scherzosamente come un piccolo gerarca tedesco che metterà a stecchetto la Chiesa. Come probabimente sarà. Tecnicamente non cambia niente nella sostanza, cambia tutto nella forma. Stessa dottrina di Wojtyla ma espressa in maniera più rigida e senza il sorriso sulle labbra: stupiva la bonarietà e l'indiscutibile fascino del Papa polacco, colpisce la compostezza e la rigidezza di Benedetto XVI. Saprà parlare ai giovani che accorrerano a migliaia a Colonia per salutarlo? Troverà punti di incontro con le minoranze religiose? Cercherà un dialogo su omosessualità, aborto e bioetica? Sono sfide aperte per un Papa eletto nel 2005 con tanto lavoro ancora in sospeso. Sono sfide che andavano assegnate ad un Papa nuovo, ad un uomo diverso, che davvero segnasse un punto di discontinuità con il passato. Sognavamo tutti un Papa sudamericano o africano, che finalmente si sarebbe occupato dei problemi del terzo mondo e avrebbe spianato la via per un rilancio moderno di tutto il clero. Nella Chiesa oggi è prevalsa ancora una volta la continuità e l'unità, per tirare avanti, dritti come un fuso, non curandosi di un mondo che va da tutt'altra parte. Per quel che può valere la mia modesta opinione, una grossa occasione persa.
|
|
societa |
commenti (11) |
|
ore: 02:07
|» torna su |
|
|
|